Maerormid: black/doom music

Tra i vari gruppi umbri che hanno varcato la porta dello studio merita in particolare il progetto Maerormid con il disco “XIII” uscito a Febbraio 2017 per Via Nocturna Records. Il concept album dalle sonorità dark e doom è stato interamente registrato, mixato e masterizzato all’interno di Phonic Art rec ad eccezione della batteria (registrata ai Bpa Studio).

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Qua sotto l’intervista rilasciata dalla band sulle pagine di Aristocrazia Webzine con tutti i chiarimenti del caso.

http://www.aristocraziawebzine.com/interviste/8249-maerormid

I Maerormid sono stati un gradito ritorno sulle nostre pagine dopo qualche anno di assenza, anche per il sottoscritto che non li conosceva. “XIII” si è rivelato un disco doom metal profondo e da metabolizzare con calma. Anche per questo le parole del leader Mid potranno essere di aiuto…


Salve Mid, ti do il benvenuto su Aristocrazia Webzine. L’idea per questa chiacchierata nasce dalla buona impressione che ho ricevuto dal vostro ultimo album “XIII”, davvero curato in ogni dettaglio. Come vanno le cose?

Mid: È sempre un piacere essere presenti su Aristocrazia Webzine. Ti ringrazio per la recensione di “XIII” e per l’apprezzamento. Che dire, sono passati ormai sei anni dal primo full-length “Abissi” e parecchie cose sono cambiate. Con questo disco abbiamo fatto un altro passo avanti, mantenendo costante l’attitudine e l’atteggiamento musicale del progetto Maerormid, che è nato e cresciuto come sperimentazione personale.

Come primo argomento vorrei approfondire il lato concettuale di “XIII”, siccome mi è risultato parecchio ostico da recepire. Cosa puoi dirci a riguardo?

Ogni disco di Maerormid, compreso il precedente ep “Zenit”, non è di facile interpretazione e ascolto. Talvolta i messaggi sono criptici e nascondono molte sfaccettature diverse. Per questo chi ascolta Maerormid prova delle sensazioni soggettive e influenzate dal proprio trascorso personale. Il concept di “XIII” rispecchia questa caratteristica. Si parla di autocoscienza, consapevolezza, trascendenza e psicoanalisi personale. Tutto questo in rapporto a un mondo reale e tangibile, quello che ogni giorno si trova a dover affrontare il personaggio narrante presente nelle tracce del disco.

Venendo al lato musicale, ho ricondotto la vostra musica per atmosfera e ritmica al doom metal, arricchito però da soluzioni di vario tipo, sempre e comunque intense. Chi porta le idee in fase di composizione? Lavorate come un collettivo o al contrario tu sei il centro di questa opera?

Credo che il Doom Metal rispecchi l’identità stilistica di “XIII”, visto che non ci sono blast beat e le velocità dei brani non sono mai estreme. Le influenze del genere poi si vanno a intrecciare con le atmosfere Black Metal. Ritengo che il termine «intense» che hai utilizzato nella domanda sia il più adatto. Per quanto riguarda la composizione di questo disco, le strutture dei brani sono state concepite da me; gli altri componenti Managarmr, Ecnerual e Munholy hanno avuto carta bianca sull’arrangiamento delle proprie parti. Credo sia stata la scelta migliore.

La vostra storia, narrata anche sulle nostre pagine grazie ad alcune recensioni, racconta di una one man band dedita al dark ambient che a un certo punto svolta verso suoni di matrice metal ad ampio spettro, mantenendo in primo piano sensazioni oscure e decadenti. Come è avvenuta questa metamorfosi? L’ingresso di altri membri oltre a Mid è stata una causa o una conseguenza?

Secondo me la musica è il linguaggio universale più completo. Nel momento in cui decido di esprimere un concetto tramite questo linguaggio in qualche modo è l’anima a parlare. Questa cosa è incredibile, perché è subito evidente quando il messaggio non è sincero ma frutto di un processo costruito. Il percorso di Maerormid, come ho sempre detto, è inevitabilmente influenzato dalla vita e dalle esperienze personali. Muta, cresce e si evolve nel tempo come del resto accade alle persone che ne fanno parte.

Catalogare attraverso etichette di genere la musica spesso è una operazione fine a se stessa, specie se questa ama svariare fra più filoni e non essere imbrigliata. Personalmente sono però interessato alla tua autopercezione: con quali parole definireste Maerormid a un appassionato che non ha mai avuto modo di ascoltarvi?

Vero, sincero, putrido, rumoroso.

“XIII” segna anche un nuovo capitolo nella collaborazione con The Unlimited Records. Deduco siate soddisfatti di questo sodalizio…

In realtà “XIII” è uscito per The Unlimited Records nell’aprile del 2016, abbiamo stampato 100 copie in versione limitata digipak. Nel frattempo si è fatta avanti un’altra etichetta e di questo siamo molto entusiasti, perché il prossimo 28 febbraio 2017 il disco verrà ristampato per Via Nocturna Records. Quindi rimanete aggiornati sulle pagine dell’etichetta o di Maerormid in attesa dell’uscita ufficiale del disco.

Le parti recitate negli intermezzi del disco sono opera di Edoardo Chiabolotti e contribuiscono a enfatizzare la tensione generale. Cosa puoi dirci circa questa collaborazione?

La ricerca di una voce narrante si è rivelata una scelta molto complessa. Sono stati fatti dei provini con artisti provenienti dal teatro e dalla recitazione, tutti molto validi. Alla fine Edoardo è risultato il più adatto per attitudine e atteggiamento alla registrazione delle parti. Oltre all’approccio tecnico, ha ben capito il concept del disco e questo ha influito positivamente su tutto l’album.

A posteriori c’è qualche aspetto di “XIII” che avresti voluto cambiare?

Visto che ho curato personalmente nel mio studio (Phonic Art Rec) anche la fase di mixaggio e mastering di “XIII”, per circa due mesi dopo la prima uscita non ho più ascoltato il disco. Ho ripreso il cd in mano solo in un secondo momento e inevitabilmente ci sono cose che adesso avrei fatto in maniera leggermente diversa. Alla fine però sono pienamente soddisfatto, questo disco avrebbe dovuto suonare esattamente così. L’emozione che trasmette è quella che mi ero immaginato di sentire sin dall’inizio.

Maerormid è una formazione attiva anche sul palco?

Il progetto è nato esclusivamente per lo studio e attualmente mantiene questa filosofia, non avendo mai presentato i brani in sede live. Come ho già detto anche altre volte, niente viene messo da parte. Se capita una buona occasione per Maerormid anche on stage, potrebbe essere interessante, ma sicuramente questa non è la nostra priorità.

Quali sono i prossimi passi della band?

Goderci l’uscita del disco a fine mese. Questa è l’unica cosa che conta, per il resto vedremo quello che sarà.

Il 2016 si è concluso da poco e noi abbiamo stilato le nostre playlist annuali: quale disco vi ha colpito in particolare? C’è un grosso nome che invece vi ha deluso?

I grossi nomi deludono quasi sempre, visto che devono attenersi alle regole del mercato. Spesso una produzione impeccabile non è abbastanza per sopperire alle altre mancanze. Vista la quantità di uscite musicali, non è facile imbattersi in qualcosa underground e di qualità. Tra i miei ultimi ascolti posso citare gli Aborym di “Shifting.negative”, lo reputo un album molto personale.

Prima di chiudere, rispolvero un mio vecchio giochino per esprimere la tua italianità e scherzare un po’. Lato A o lato B in una donna? Vino o birra? Calciofilo o non calciofilo? Automobile o moto? E per finire piatto preferito, città a cui sei più legato e squadra del cuore. Se vuoi, puoi commentare le scelte…

Lato B. Vino rosso. Niente calcio. Auto (DeLorean DMC-12). Lasagne al ragù. Honolulu. Honolulu Bulls Soccer Club.

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